“Cerca di non uccidere, se puoi” – Corrispondenza con Bobby Beausoleil

di Viola Bonaldi
Fotografie gentilmente concesse da Bobby Beausoleil

Bobby Beausoleil è uno dei più longevi ergastolani degli USA. Ha frequentato Charles Manson e la sua comune fino al 1969 quando, ventunenne, uccide un uomo e viene arrestato pochi giorni prima dell’eccidio di Cielo Drive. La notorietà che Manson e il suo caso hanno acquisito nel tempo ha contribuito a firmare una seconda condanna. Con lui abbiamo avuto una corrispondenza lunga tre anni. Per raccontarlo al di là di immaginari e sensazionalismi, come semplice essere umano.

Bobby Beausoleil nella prigione di San Quentin, California
Bobby Beausoleil a 25 anni. San Quentin State Prison, 1973

Vacaville è una città californiana della contea di Solano che divide in maniera quasi perfetta l’ultimo tratto dell’Interstate 80 che da Sacramento porta a San Francisco. Un tempo tra le più celebri fermate del Pony Express, Vacaville incarna l’immaginario della ridente cittadina, con il suo clima ideale, un’affermata attività turistica e l’economia stabile.

Ingrandendo la mappa con il cursore, dallo schermo del PC scompaiono la Sunisun Bay, Napa e il Lago Beyassa, mostrando via via parchi prima invisibili all’occhio umano e un reticolato di linee bianche che sembra ricomporre un’opera di Keith Haring: il centro di Vacaville. Alamo Drive e Peaboy Road delimitano questa composizione urbana da un vasto rettangolo grigio, tagliato di quando in quando da strette righe chiare che se non si contorcono su loro stesse, vanno a spegnersi nella macchia cinerea. In questo spazio si collocano i due più grandi centri occupazionali della città, che di ridente, invece, hanno ben poco: la California State Prison Solano e la California Medical Facility, due delle 34 prigioni statali gestite dal California Department of Correction and Rehabilitation – o CDCR.

Il California Medical Facility – o CMF – è un centro di media sicurezza in cui vengono internati gli uomini più anziani, malati o con disturbi psichici non trattabili tramite i mezzi sanitari disponibili nelle altre prigioni. Come per tutti i penitenziari della California, il sito internet della CMF è un enorme contenitore di dati di varia sensibilità riguardanti la struttura, le bellezze che la circondano come parchi, laghi e la famosa Jelly Bean Factory a soli 20 miglia, e in cui si possono scartabellare a fondo le schede personali dei detenuti tramite il CDCR Inmate Locator.
Compilo l’area Last Name in cerca di un particolare detenuto.
Invio.

INMATE NAME: Beausoleil, Robert Kenneth
CDCR #: B28302
AGE: 72
ADMISSION DATE: 06/23/1970

Apro un’altra finestra del browser, l’account di posta, e rileggo una corrispondenza iniziata qualche anno fa.

Bobby Beausoleil durante l'intervista con Truman Capote, prigione di San Quentin, anni Settanta
Durante l’intervista con Truman Capote. San Quentin State Prison, 1973

3 LUGLIO 2017

Da: Bobby BeauSoleil
Oggetto: Life and art

[…] La riposta alla tua richiesta è sì. Se il treno non ha già lasciato la stazione sarò felice di rispondere alle tue domande. Farlo via mail è perfetto.
Bobby

Robert “Bobby” Beausoleil è uno dei prigionieri più famosi e controversi d’America. Musicista amico di Charles Manson, nel 1969 uccise un uomo e venne arrestato pochi giorni prima dei famosi omicidi di Cielo Drive. Da allora è in carcere con una pena a vita. La sua vicinanza alla Manson Family e la notorietà che questa ha acquisito nel corso degli anni hanno contribuito a firmare la sua seconda condanna. In questi decenni ha composto album musicali, colonne sonore e sviluppato abilità pittoriche. Ora si definisce un artista, e questo suo cammino mi ha portata a contattarlo per conoscerlo nel profondo, come uomo, al di là di come viene solitamente raccontato.

Alla CMF Bobby Beausoleil è bibliotecario, impiegato, insegnante di hatha yoga e di chitarra, strumento che utilizza anche per dare sollievo a quei detenuti che attendono la morte sui letti dell’hospice del penitenziario. In assenza di limitazioni legate a cattiva condotta, lui e gli altri prigionieri possono ricevere visite di parenti e amici seguendo un laborioso procedimento descritto alla pagina Visitation Guidelines del sito di poco fa – doppio clic – che oltre a indicare i passaggi burocratici necessari, stila precise norme di vestizione (no blue jeans, completi camouflage o arancioni, no vestiti aderenti o che lasciano scoprire parti del corpo, no bandane, cappelli o ciabatte da doccia) e di oggetti che è possibile portare con sé (un massimo di 10 fotografie o fogli da mostrare al detenuto, un pacchetto di fazzoletti chiuso, 50 Dollari, un pettine in plastica, accessori prettamente stagionali – previa concessione del CDCR). Se autorizzato, un prigioniero può effettuare chiamate, ricevere e inviare posta e email, oltrepassare con le parole il perimetro del carcere e le sue recinzioni.

La mia cella ha le dimensioni di quello che è tipicamente un bagno in casa di qualcuno. C’è una porta a un’estremità e una finestra all’altra estremità che lascia entrare la luce del giorno; c’è un piccolo lavandino, un bagno e un grande armadietto di metallo. La parte superiore la uso come superficie di lavoro. La sto usando ora mentre digito queste parole. Il mio letto ha le dimensioni di un lettino, un blocco di cemento con un tappetino imbottito di fibra di juta; naturalmente, serve anche come sedia e base su cui appoggiare i materiali quando lavoro su un dipinto o un disegno. La mia chitarra condivide lo spazio con me, e ho un piccolo televisore e una radio.

Insieme a Jim Gordon ed Edmund Kemper, Bobby Beausoleil risulta tra quei detenuti del CMF che Wikipedia definisce “notevoli”.
Dopo averlo tenuto due giorni in ostaggio, il 26 luglio 1969 il 21enne Beausoleil accoltellò a morte l’amico Gary Hinman nella sua casa di Topanga Canyon, Los Angeles. Poche ore prima Hinman fu aggredito da Charles Manson che gli tagliò la guancia e l’orecchio con un lungo coltello. Le versioni sul movente dell’omicidio discordano: per Manson fu a causa di un furto, per Bobby la conseguenza di un affare di droga finito male. Rimane il fatto, la morte di uomo.  

Il 6 agosto 1969 Bobby Beausoleil venne trovato mentre dormiva all’esterno dell’automobile di Hinman in cui, tra l’altro, era stato riposto il coltello utilizzato per l’omicidio. L’arresto fu immediato. Dopo due giorni alcuni componenti della Manson Family uccisero Sharon Tate, Voytek Frykowski, Steven Parent, Abigail Folger, Jay Sebring nella villa di Cielo Drive, massacro che fu seguito, a poche ore di distanza, da quello dei coniugi La Bianca.

Il 18 aprile del 1970 Bobby Beausoleil fu condannato a morte e spedito nel carcere di San Quentin; punizione che nel 1973 venne tramutata in ergastolo in seguito all’abolizione della pena capitale in California, re-istituita nel 1978 e messa in stato di moratoria il 13 marzo 2019 dal neo governatore della California Gavin Newsom, affermando che durante il suo governo non verrà eseguita alcuna esecuzione. Negli ultimi 41 anni, 13 condannati hanno trovato la morte per esecuzione, 82 in modo naturale, 41 per suicidio e altre cause (tra cui omicidi e situazioni poco chiare).

Quando nel 1970 arrivai nel braccio della morte di San Quentin ero un totale disastro, infranto e distrutto, molto più devastato di quanto non avessi mai fatto sapere a nessuno in quel periodo.

Per quanto possa essere difficile, in un certo senso quei 26 mesi nel braccio della morte sono stati una benedizione. Avevo bisogno di quel tempo da solo per cimentarmi con la mia coscienza, per affrontare veramente ciò che avevo fatto, per iniziare a imparare a come pensare e per iniziare il processo di accettazione della responsabilità, su come affrontare le conseguenze delle mie azioni e alla fine trovare il modo per riscattarmi. Era un obiettivo alto, che all’epoca sembrava totalmente insormontabile. Pensa a un complicato puzzle composto da un milione di pezzi.

Bobby Beausoleil compone Lucifer Rising, colonna sonora dell'omonimo film e album discogs
Bobby durante le registrazioni di Lucifer Rising, fine anni 70

Digito “Beausoleil” nel motore di ricerca. Sfoglio la galleria di immagini in bianco e nero e collage dallo stile sensazionalistico inseguendo fotografie di un prima, quando Bobby per tutti era “Cupido”. Capelli lunghi, giaccone di pelle, pantaloni a righe, cappello a cilindro: un artista che vagava tra San Francisco e Los Angeles suonando la chitarra con i Love e i The Orkustra e prendendo parte a diversi film. Il regista Kenneth Anger ne rimase colpito e dopo avergli dato una parte in Lucifer Rising gli affidò l’incarico di comporre la colonna sonora, dopo aver scartato una prima versione scritta da Jimmy Page. Le musiche furono composte dalla cella del carcere costruendo strumenti musicali dal nulla suonati dallo stesso Bobby e dalla Freedom Orchestra, la band che fondò in prigione. Fu il primo di 9 album.

Si potrebbe dire che il progetto che ha portato alla colonna sonora di Lucifer Rising mi ha salvato, in un certo senso. Ci sono voluti anni per completare le composizioni e le registrazioni. Durante quel periodo il progetto mi ha consumato completamente. E lo ha fatto in modo positivo. Il mio concetto per i temi di Lucifer Rising era di descrivere musicalmente il desiderio di riscatto dell’angelo caduto, tracciando il suo percorso attraverso i passaggi oscuri che avrebbe attraversato nel suo viaggio verso la riconciliazione e la luce. La storia, come ho deciso di interpretarla, ha alcune risonanze nella mia vita, quindi lavorare sul progetto è stato catartico.

Avvio il video, la musica parte in sottofondo e accompagna la lettura. L’utente di YouTube Tejaspics vorrebbe che Bobby non avesse incontrato Charles Manson. Ma questo fa la musica, unisce: poco importa se con qualcuno che si crede il nuovo Messia.

Charlie era un musicista di talento unico, ma aveva la tendenza a essere incoerente nel modo in cui si avvicinava alla performance musicale.

Molto di questo ha a che fare con il contesto. Alcune delle sue canzoni erano molto simili a canzoni per bambini, ed erano ovviamente destinate a essere cantate per la gente della sua comune. Quelle canzoni non avrebbero avuto molto appeal per un pubblico generale, e le ho viste usate nei media sensazionalistici per mettere in ridicolo le sue abilità musicali. C’erano canzoni di Charlie che non avrebbero sopportato la prova del tempo, come gran parte della musica che è stata fatta nel corso degli anni Sessanta, ma molte delle sue canzoni erano del tutto rilevanti e alcune avevano una vera profondità di significato. Quelle che mi sono piaciute di più sono state quelle che ha cantato e suonato spontaneamente, in uno stile stream-of-consciousness, come alcuni rapper di oggi. Come improvvisatore, mi è particolarmente piaciuto suonare con lui sulle canzoni che ha creato così. Il mio accompagnamento sembrava ispirarlo e ha contribuito a far emergere le sue migliori qualità nelle esibizioni. Questo tipo di collaborazione ha costituito la base del mio rapporto con lui, così com’era.

La pubblicità irrompe senza preavviso, a massimo volume, come uno schiaffo. Chiudo la pagina e ritorno alla mappa.

Bobby Beausoleil sorride nel cortile della Tracy Prison, California. Anni Ottanta.
Anni 80. Tracy Prison, California.

16 GENNAIO 2018

[…] Mi spiace sapere che hai sofferto di asma. L’ho avuta anche io da bambino ma sono stato uno di quei fortunati che l’ha vista scomparire in adolescenza. Spero tu stia meglio ora. Il respiro è essenziale! Sentire di non avere abbastanza aria è terribile. Abbiamo avuto dei tremendi incendi in California nei mesi passati, e alcuni miei parenti hanno avuto problemi respiratori a causa del fumo e della cenere. Altri segnali del cambiamento climatico.
Bobby

Zoomo sulla cartina avvicinandomi sempre più al centro di detenzione. Prendo per un braccio l’omino giallo nell’angolo a destra e lo scaravento sulla curva nordovest della California Medical Facility Road, l’unico tratto del circondario aperto al transito della Google Car.
Il cielo è quello di marzo, con nuvole appena svuotate dalla pioggia – le pozze presenti sono molteplici, deve essere per forza così. La strada divide il verde sgargiante di un prato dalle aiuole incolte, usate come delimitazione dall’area parcheggio esterna. La torre 8 svetta davanti allo schermo, affacciata sopra un cortile aperto della prigione. Anticipa una lunga serie di casermoni ocra stretti tra metri e metri di doppia rete e filo spinato.

Non ci sono viste stupende da vedere attraverso le finestre sporche del posto in cui vivo. Riesco a vedere immagini in movimento della natura grazie a fotografie e film, e a volte questi mi ispirano a produrne un’interpretazione visiva. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, tendo a vedere la bellezza della natura come un dipinto fatto da Dio che va ben oltre le capacità di qualsiasi artista umano di renderle giustizia. Così la maggior parte delle volte traggo ispirazione dalla mia immaginazione libera e fertile.

Puoi volare nei tuoi sogni, giusto?

In alcuni stati della mente quello che può essere visto, immaginato o sperimentato non è limitato a ciò che è possibile nel mondo fisico. Questo vale sia per le arti visive che per la musica, e talvolta anche per le parole scritte, come la poesia. Gran parte del mio lavoro è un tentativo di portare queste esperienze nel regno fisico, o almeno di accennarle.

Prima di essere trasferito al CMF nel 2015, Bobby è stato internato per un ventennio nell’Oregon State Penitentiary di Salem. Grazie alla buona condotta gli fu concessa la possibilità di aprire un proprio sito internet in cui pubblicare e vendere i suoi lavori musicali e pittorici. Alcuni suoi scritti raccontano del cammino spirituale intrapreso e della sua crescita umana in questi decenni di carcere. Per alcuni hanno forma di estrema sincerità d’animo, per molti altri sono solo le parole di un montato, di un bugiardo, come è sempre stato definito a partire dalla prima intervista che Truman Capote gli fece a San Quentin, pubblicata in Musica per camaleonti.
Difficile provare a giudicare da una posizione esterna, dalla parte di chi ha visto e può continuare a vedere le città evolversi e il tempo andare ben oltre un 1969 americano perpetuo e immutabile, con le sue Mustang e Jerry Garcia che suona sullo Strip.

Bobby Beausoleil, musicista. Concerto in prigione anni Novanta.
Bobby al mixer per un concerto in prigione, primi anni 90

Se componiamo l’immagine della nostra vita con fotografie, eventi e traguardi raggiunti, a un internato americano bastano poche righe per sintetizzare gli anni che scorrono.
Sposto nuovamente il cursore del mouse sulla scheda di Bobby trovata tramite il Public Inmate Locator e scarico l’allegato. Si apre un PDF con tutte le richieste di Parole Hearing avviate da Beausoleil dal momento in cui gli è stato possibile farlo, nel settembre 1973. Il Parole Hearing è l’azione tramite cui un detenuto, ogni tot di anni, può chiedere a una commissione (il Parole Board) di essere rilasciato in libertà vigilata: se il Parole Board giudica positivamente l’incarcerato – e quindi non risulta essere un pericolo per la comunità –  il caso viene inviato al Governatore dello Stato in cui risiede il penitenziario, che deciderà infine se concedere o meno la libertà al detenuto. Si tratta di un vero processo, molto simile a quello che ha giudicato colpevole il prigioniero.
In quasi 50 anni, Bobby Beausoleil non è mai riuscito a superare il primo passaggio. Nel 2016, dopo essere stato trasferito al CMF, la vendita delle stampe sul suo sito fu usata come pretesto per negargli la speranza di libertà – seppur la vendita fosse del tutto legittima.
Sarebbe troppo rilasciare un uomo che viene generalmente associato a Charles Manson.

Dopo una lunga e attenta considerazione, ho risolto anni fa che non avrei limitato o condizionato la mia vita in accordo con le scuse portate avanti da certe persone. Questo non è un atto di sfida. Seguo scrupolosamente le regole che mi sono state date; nessuna delle mie opere o pubblicazioni vìola effettivamente qualcuna di loro. E ti assicuro, non ho alcun desiderio di avvolgermi nella dubbia sicurezza della vita carceraria. Voglio uscire di prigione più di quanto abbia mai fatto una persona detenuta. Alla fine, ciò che ne consegue è che il mio obbligo spirituale di adempiere al mio scopo nella vita supera qualsiasi razionalizzazione o scusa che possa essere usata per giustificare la mia prigionia. Un’anima viene al mondo solo per un breve periodo e per lo scopo, per quanto lieve possa essere, di contribuire a portare sensibilità nell’universo fisico attraverso l’espressione di un’abilità data da Dio. Questo è chiamato Dharma, lo scopo nella vita. Non riuscire a sostenere questa responsabilità è una violazione della sacra alleanza che un’anima fa quando viene al mondo. Forse il mio lavoro come artista servirà per elevare un’altra anima, o per ispirare qualcuno a dare il proprio contributo dharmico alla missione umana. O forse non ha alcun valore reale. In ogni caso, sento fortemente che devo rimanere fedele alla mia chiamata, venga quel che venga.

Negli anni passati ho combattuto a lungo e duramente per ripristinare l’integrità di me stesso.

Ho fatto un investimento troppo grande, non sono qui per ritirarmi da quello che so che sono qui per fare, o per compromettere la mia integrità in altro modo per paura di una resistenza arbitraria e motivata politicamente. Chiaramente, nulla nel lavoro che creo è indicativo di eventuali tendenze violente. Scuse a parte, questo è quello che dovrebbe essere l’obiettivo di un’udienza per la libertà vigilata. A un certo punto potrei avere la fortuna che il mio caso si trovi di fronte a giudici che riconoscono che i miei sforzi creativi sono stati lo strumento della mia riabilitazione, restituendomi come essere umano responsabile e che, in considerazione di ciò, sosterranno la mia liberazione dalla prigione.

A quel tempo Bobby era in attesa di una nuova Parole Hearing, fissata poche ore dopo la mezzanotte del nuovo anno, il 2019.

Bobby Beausoleil, chitarra, concerto all'aperto. Anni Novanta.
Concerto all’aperto, tardi anni 90

3 FEBBRAIO 2019

Come puoi immaginare, le cose sono travolgenti per me in questo momento.  C’è molto da fare per assicurarsi che io sia il più preparato possibile per effettuare la transizione. […]  Molti si chiedono quali sono i miei piani una volta rilasciato. […] Inizialmente rimarrò in una casa di transizione: è una condizione temporanea progettata per aiutare le persone che escono di prigione a mettere i piedi per terra e orientarsi .

Non appena le condizioni lo consentiranno e sarò al mio posto, voglio prendere un cane.

Ho un paio di buone offerte di lavoro da società di produzione cinematografica e televisiva per un impiego immediato. I decenni di sforzi nello sviluppo di abilità come specialista di arti multimediali nei miei concerti in prigione si sono rivelati un investimento piuttosto buono. Certo, suonare musica sarà sempre una parte importante della mia vita. Non vedo l’ora di suonare con i miei amici musicisti nel mondo libero. Sento l’alba di un nuovo giorno. La luce si stacca dall’oscurità.
Bobby

Il 2 gennaio 2019, al suo ventesimo tentativo, Bobby Beausoleil viene valutato positivamente dal Parole Board: Per la commissione può ritornare a essere un uomo libero.

Poche parole chiave “Bobby Beausoleil Granted Parole” sul motore di ricerca e compare ancora la lista di articoli pubblicati in tutto il mondo – da SKY, CNN, People, Time; tutti parlano di lui, e i lettori si dividono tra chi crede debba morire in carcere, quel lurido, e chi inneggia Free Bobby Beausoleil!, sostenendo che cinque decenni rinchiuso in galera possano anche bastare.

Bobby Beausoleil Oregon State Penitentiary.
Oregon State Penitentiary, anni 2000

La scheda di Google Maps lampeggia d’arancione, richiamando l’attenzione verso l’omino giallo e il suo sguardo sulla torre. Clicco ancora una volta sul più per cercare di avvicinarmi maggiormente all’edificio, nonostante il limite imposto dalla Restricted Area. Il cortile pare sgombro, per quanto si possa vedere tramite le fitte reti. Sopra, un paio di cartelli mostrano la sagoma di uomo fulminato. WARNING.

Le prigioni sono luoghi innaturali. Sono risposte mal concepite a problemi sociali come il crimine e le malattie mentali – e negli Stati Uniti, chiunque infranga una legge, malato di mente o no, è soggetto a reclusione nel sistema carcerario. In pratica, la reclusione peggiora questi tipi di problemi, in genere. La prigionia deforma la mente, non solo dei prigionieri ma anche delle persone che sono pagate per sorvegliarli e tenerli chiusi dentro. Poco dopo la mia reclusione mi sono reso conto degli effetti che la prigione stava avendo su di me e sugli altri intorno a me. [Bobby fu aggredito a San Quentin – questo giustifica la benda sull’occhio nella sua fotografia più iconica – e fu accoltellato quasi a morte nel 1982, nda]. A quel tempo stavo già scivolando verso coinvolgimenti pericolosi, in situazioni violente. Quando ho visto cosa stava succedendo ho iniziato a prendere provvedimenti per mitigare quegli effetti negativi. Ho deciso che non avrei mai permesso all’ambiente carcerario di definirmi. Fare un voto personale di non violenza che ho mantenuto fino a oggi è stato uno di quei passi.

La prigione è generalmente un posto piuttosto miserabile, questo è un dato di fatto. Trascorrere il mio tempo in una pozza di autocommiserazione è sempre stata un’opzione, così come lo è per le persone all’esterno. Scegliere quell’opzione è ciò che trasforma un luogo miserabile in un inferno. Molte persone in carcere fanno proprio questo. Se la prigione è un posto miserabile, essere un prigioniero miserabile non è un dovere. La trascendenza della miseria è sempre possibile, non importa quanto sia difficile.

Rileggo l’invito di Change.Org. “Ask Gov. Newsom To Support Parole For Robert Beausoleil”, con la fotografia di un Bobby ben cambiato da quel 21enne con cilindro e sguardo beffardo. Gli occhiali da vista riflettono una finestra con griglie attraversata dai raggi di sole, i capelli e la barba sono bianchi, ma mantiene il bell’aspetto.

“Se sei qui, per favore leggi prima di lasciar perdere” – riporta la petizione. “Robert Beausoleil non è mai stato coinvolto nei crimini Tate/La Bianca dell’agosto 1969. Quegli eventi sono completamente estranei al delitto che ha commesso. Robert Beausoleil non è mai stato membro della “Manson Family”. Robert Beausoleil stato incarcerato per 50 anni.  Sono CINQUANT’anni”.

Concerto al California Medical Facility. Anni Duemila
Concerto al California Medical Facility, 2012

17 MAGGIO 2019

Sono trascorse alcune settimane da quando ho ricevuto una lettera del governatore Gavin Newsom che mi informava che la decisione Parole Board di concedere la mia libertà vigilata era stata revocata dal suo ufficio. Da allora sono stato seduto con i miei pensieri e valutare i miei sentimenti intorno a questo sviluppo. […] Dall’esperienza diretta, il mio cuore va alle migliaia di uomini e donne, alle loro famiglie e amici, che sono stati sottoposti a questo specifico tipo di trattamento.

È un sistema crudele che mantiene la promessa di una seconda possibilità dopo decenni di prigionia per poi strapparla all’ultimo minuto. Mentirei a me stesso e a tutti se dicessi che non fa male. Che si dica la verità

[…] A livello politico, Gavin Newsom è un buon partito. […] Fin dall’inizio del suo governo deve essere cauto nel decidere quali battaglie intende affrontare. Il mio caso presenta alcune sfide supplementari dovute al fatto che è associato a crimini che suscitano molto fascino nell’opinione pubblica. Alcuni opponenti alla mia libertà condizionale hanno scelto di politicizzare il processo sfruttando questo aspetto. Non c’è alcuna colpa in questo caso; almeno non ce n’è nessuna rivolta a nessuno al di fuori di me stesso. Questa è solo un’altra cosa che devo sopportare in conseguenza di alcuni terribili fallimenti della mia gioventù. Sono l’unico responsabile delle mie mancanze passate. Purtroppo, purtroppo, non tutte le conseguenze sono imputabili solo a me. […]
La mia liberazione condizionale sarà riesaminata tra un anno. Nel frattempo, continuerò a pianificare e preparare la mia eventuale scarcerazione come ho fatto dopo la concessione della libertà condizionale a gennaio. […] In pace e serenità, l’amore al centro, confidando nell’intelligenza suprema alla base di tutta l’esistenza.
Bobby

Nonostante fosse ritenuto idoneo per la libertà vigilata, Gavin Newson ha chiuso nuovamente le porte alla rimessa in libertà di Bobby Beausoleil, essenzialmente per due motivi.
Il primo. Bobby viene ancora accusato di aver in qualche modo scatenato gli omicidi Tate/La Bianca compiuti successivamente alla sua incarcerazione da alcuni membri della Manson Family.
Secondo. Per il governatore Newsom, una volta libero, Bobby potrebbe ricominciare a fumare Marijuana ed essere un pericolo per la gente – sebbene in California l’uso di cannabis sia concesso.

Robert Beausoleil continua a essere tra i detenuti più longevi degli Stati Uniti d’America, uno dei tanti ergastolani anziani che sovraffollano le prigioni al collasso: il totale dei prigionieri californiani negli istituti CDCR è di 117.314 uomini e donne, per una capienza totale e legale che non potrebbe superare gli 89.663. La stessa situazione si trova al CMF, che al momento ha una percentuale occupazionale pari al +107.2% (dati del 22/01/2020).
Negli USA circa un uomo su cinque viene giudicato con la massima pena e raramente viene concessa la libertà tramite Parole. Ogni ergastolano anziano costa migliaia di dollari al giorno, eppure non si tengono in considerazione altre vie, altre modalità riabilitative. In questo carcere si attende la morte.

Bobby mi racconta della sua casa d’infanzia, degli odori del tempo e di tutto il resto; di quando è stato mandato in vacanza dalla nonna per un’estate intera – “il momento più felice della mia vita” – e di quando la stessa morì. Aveva quindici anni. Quel giorno decise di lasciare casa, diventata troppo stretta.

Libertà vigilata, parole hearing
Bobby Beausoleil in un foto recente

Niente, oltre le cinta l’omino giallo non può andare. Cerco un’altra via per entrare nel CMF, e la trovo in un documentario caricato su YouTube. Se non ci fossero guardie 24/7 con armi in mano e cancelli ogni pochi metri, guardando i corridoi della CMF sembrerebbe di essere in un ospizio. Muri grigiastri e beige, pavimenti scuri con righe gialle a indicare il percorso, accanto alle pesanti porte chiuse delle celle una lunga serie di deambulatori e sedie a rotelle al piano terra, mentre guardando in su si vedono i soliti corridoi a giro, luci innaturali, i profili di teste in controluce.

È impossibile dire come sarebbe stata la mia vita se non avessi preso le terribili decisioni che mi hanno portato in prigione. Alcuni scrittori fantasiosi hanno postulato che ogni decisione importante crea un nuovo flusso temporale in un universo parallelo. Non so se questo sia vero, ma giochiamoci sopra per poter rispondere alle tue domande. Se avessi giocato la mia mano di carte in modo diverso nel 1969, è concepibile che il Bobby Beausoleil di quell’universo alternativo sarebbe diventato una famosa rockstar, come speravo una volta. Altrettanto plausibile, il Bobby Beausoleil di un altro universo parallelo potrebbe essere finito in un vicolo buio, morto di overdose di droga.
Non possiamo scegliere, possiamo giocare le carte che ci vengono date al meglio, nella speranza che le nostre decisioni ci portino dove vogliamo andare. È quando giochiamo le nostre carte, volenti o nolenti, senza cura, che possiamo istigare disastri nelle nostre vite e nelle vite degli altri. Detto questo, ho fatto del mio meglio per giocare bene le mie carte negli anni intermedi e per superare, nella misura in cui ciò è possibile, i difetti del mio passato.

Non so dove riesca a trovare una forza d’animo tale da non impazzire, uccidersi o sconfortarsi senza rimedio. Probabilmente una volta avvertito il caldo dell’inferno non si ha più nulla da temere, tantomeno se per molti sei Lucifer.
Bobby continua a sperare di essere liberato con la prossima Parole, e intanto su Change.org Debra Tate ha già attivato una campagna di raccolta firme affinché questo non avvenga, nonostante Bobby non fosse a Cielo Drive a trafiggere la sorella. Chiunque si può opporre alla liberazione di qualcuno e compromettere la Parole. Un semplice reclamo ed è fatta. La giustizia viene fatta anche così.

Cerca di non uccidere, se puoi.

È molto difficile tornare da qualcosa del genere. E se ti trovi di fronte a una sfida apparentemente insormontabile, non essere troppo timida per chiedere aiuto. Il posto migliore per cercare aiuto è nel profondo di te stesso, dove troverai sicuramente grandi risorse di forza e coraggio di cui potresti non essere ancora a conoscenza. E ricorda, c’è sempre almeno un modo per giocare le tue carte che ti permetterà di prevalere e in definitiva di superare qualsiasi sfida.

Chiudo il video e la scheda carceraria di Bobby. L’omino giallo è ancora lì, fisso sulla torre 8.
Clicco la freccia sulla strada, una volta e un’altra ancora, e non appena si raggiunge il centro città appare un cielo soleggiato, libero dall’aura crudele di poco fa.
Arrivo sempre più lontano, tra negozi, auto, persone dal volto oscurato e immobili da mesi nella stessa posa. Prigionieri ignari che troveranno libertà al prossimo aggiornamento di sistema.

***

English version of this article

Visita il sito internet di Bobby Beausoleil

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